Come preparare documenti e verifiche per una due diligence finanziaria prima di un’operazione

Come preparare documenti e verifiche per una due diligence finanziaria prima di acquisire o cedere un’azienda.

Prima di un’acquisizione, una cessione o un investimento, la due diligence finanziaria può essere affrontata come un lavoro di lettura ordinata della documentazione disponibile. L’obiettivo non è attribuire subito un significato definitivo a ogni saldo, ma rendere espliciti data di riferimento, perimetro, collegamenti tra prospetti, richieste di chiarimento e limiti informativi. Questo aiuta le parti coinvolte a discutere su dati identificabili invece che su documenti isolati.

Un metodo professionale parte quindi dalla decisione da supportare: proseguire una trattativa, preparare il materiale lato venditore, definire gli approfondimenti richiesti prima di una firma o organizzare le informazioni per advisor, investitori o lender. Lo studio di commercialisti può svolgere una prima analisi economico-contabile e finanziaria della documentazione messa a disposizione, ordinando le evidenze per priorità. In base al caso concreto, alcuni passaggi possono richiedere il coordinamento con professionisti abilitati.

In sintesi

  • La raccolta documentale può essere organizzata a partire dalla decisione, dalla data di riferimento e dal perimetro dell’operazione.
  • Ogni saldo può essere associato al prospetto da cui proviene, al periodo considerato e al dettaglio utile per una verifica successiva.
  • Debito, liquidità, capitale circolante, risultato operativo e flussi di cassa possono essere letti come temi collegati, senza anticipare conclusioni non confermate dai riscontri.
  • Dati storici, situazioni infrannuali e proiezioni possono essere mantenuti distinti per rendere più chiara la base informativa di ciascuna domanda.
  • Una differenza tra documenti può essere registrata come tema da chiarire, richiesta documentale o punto da sottoporre al confronto professionale.

Definire il perimetro prima di aprire i file

Una data room può contenere bilanci, situazioni contabili, report gestionali, prospetti finanziari, documenti relativi a crediti, debiti e magazzino. La loro presenza non chiarisce da sola quale domanda possano sostenere. Prima dell’esame può essere utile predisporre una scheda essenziale con obiettivo dell’operazione, società o perimetro considerato, data di riferimento, periodo comparativo, documenti ricevuti e documenti non disponibili.

La scheda serve a distinguere informazioni riferite a momenti diversi. Un bilancio, una situazione infrannuale e un prospetto gestionale possono riguardare date non coincidenti; perciò il confronto può richiedere una nota che indichi con precisione quale dato viene confrontato, per quale periodo e con quale base documentale. Questa impostazione non risolve una differenza, ma evita di trattarla come se fosse già spiegata.

Quando la raccolta deve essere predisposta o riordinata, può essere utile Approfondisci: approfondire l’organizzazione della data room e delle verifiche finanziarie. Il punto di partenza resta la decisione concreta: quali dati devono essere disponibili per capire se il tema richiede una richiesta di dettaglio, una riconciliazione o un approfondimento separato?

Percorso diagnostico: dal documento alla domanda verificabile

Un percorso diagnostico può essere applicato ai soli elementi che meritano attenzione nella documentazione disponibile. Per ciascun elemento, una tabella di lavoro o una nota può contenere quattro campi: dato osservato, documento di origine, domanda circoscritta e riscontro richiesto. Tenere distinti questi campi aiuta a non confondere un saldo, una spiegazione ricevuta e una questione ancora aperta.

Individuare il dato e la sua base temporale

Il punto di partenza può essere una variazione di liquidità, un saldo finanziario che richiede confronto con un altro prospetto, un cambiamento nella composizione di crediti o debiti commerciali, un andamento del magazzino da documentare oppure una distanza da comprendere tra risultato operativo e flussi. Per prima cosa si annotano documento, pagina o prospetto, data, periodo e perimetro indicati nel materiale ricevuto.

Richiedere il riscontro pertinente

Per le componenti finanziarie possono essere esaminati, se disponibili, situazione contabile, prospetti di finanziamento, evidenze di cassa, movimenti e riconciliazioni. Per crediti, debiti commerciali e magazzino possono essere utili dettagli di composizione, anzianità, movimentazioni e confronti tra periodi. Per il risultato operativo possono essere messi a confronto report gestionali, dettagli di ricavi e costi o riclassificazioni disponibili. La scelta del riscontro dipende dalla domanda posta e non soltanto dal livello di dettaglio del file.

Scrivere una domanda che non presuma la risposta

Se liquidità e utilizzi finanziari non risultano immediatamente confrontabili alla stessa data, la richiesta può riguardare la coincidenza delle date, i movimenti intervenuti, il perimetro dei saldi o il prospetto utile alla riconciliazione. Se una voce di credito varia tra due periodi, la domanda può chiedere composizione, scadenze, note disponibili e collegamento con la situazione contabile. Una formulazione prudente mantiene aperta la verifica: non attribuisce una causa prima di avere esaminato i documenti pertinenti.

Collegare il chiarimento alla decisione

Ogni domanda può essere classificata secondo il suo utilizzo: rendere confrontabili due dati, completare il quadro finanziario, delimitare un approfondimento o preparare un tema da discutere nella trattativa. Se manca il documento necessario, il limite informativo può essere indicato espressamente. Le informazioni assenti restano tali fino a quando non siano disponibili elementi utili alla relativa verifica.

Scenario operativo: leggere quattro aree senza trasformarle in conclusioni

Si immagini di avere l’ultimo bilancio, una situazione contabile più aggiornata, un report gestionale e prospetti relativi ai finanziamenti. Il lavoro può iniziare dalla costruzione di una mappa che mantenga separati dati storici, aggiornamenti infrannuali e ipotesi prospettiche. La mappa non costituisce una valutazione automatica dell’impresa: può indicare quali collegamenti documentali sono già disponibili e quali richiedono chiarimenti.

Per la posizione finanziaria netta, le verifiche documentali possono riguardare disponibilità liquide, finanziamenti, utilizzi, interessi maturati e altri elementi inclusi nel perimetro scelto per l’operazione. Per il risultato operativo, la lettura può evidenziare componenti per cui occorre dettaglio, spiegazione o confronto con dati gestionali disponibili. Per il capitale circolante netto operativo, l’attenzione può rivolgersi alla composizione e alle variazioni di crediti, debiti commerciali e magazzino. I flussi di cassa possono costituire un ulteriore prospetto da mettere in relazione con gestione operativa, capitale circolante, investimenti e movimenti finanziari.

Un esempio di nota operativa potrebbe riportare: «Il dettaglio dei crediti è riferito a una data diversa dalla situazione contabile; richiedere il collegamento temporale e l’eventuale prospetto di raccordo». La nota non qualifica il credito né determina un effetto sul prezzo dell’operazione. Rende però chiaro quale materiale serve per proseguire l’analisi e quale tema potrà essere discusso con gli advisor coinvolti. Per un approfondimento collegato, è possibile consultare l’analisi degli indicatori di cassa nella due diligence finanziaria.

Preparare un fascicolo di lavoro utilizzabile

La documentazione iniziale può comprendere bilanci disponibili, situazioni contabili aggiornate, report gestionali, prospetti di dettaglio e riconciliazioni. Per le componenti finanziarie possono essere raccolti documenti su finanziamenti, saldi di cassa e movimenti successivi alla data esaminata. Per il capitale circolante possono essere predisposti dettagli relativi a crediti, debiti commerciali e magazzino. Budget e piani possono essere inseriti nel fascicolo se sono presentati separatamente dai dati storici e accompagnati dall’indicazione della loro base informativa.

Accanto a ciascun documento può essere utile registrare periodo, perimetro, soggetto che lo ha predisposto, versione disponibile e collegamento ai prospetti principali. Se un file non riporta data o perimetro, questa circostanza può essere segnalata come elemento da chiarire anziché colmata con supposizioni. Per ordinare i materiali di partenza, può essere utile consultare i documenti da predisporre per avviare una due diligence finanziaria.

Il confronto con lo studio può essere utile quando occorre definire il perimetro prima di assumere impegni economici rilevanti, quando emergono differenze tra prospetti o quando dati contabili, finanziari e gestionali non sono ancora ricondotti a una base comune. Per impostare una valutazione preliminare, è opportuno indicare obiettivo dell’operazione, fase della trattativa, data di riferimento, soggetti coinvolti e documentazione già disponibile.

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