Prima di un accordo, come valutare sostenibilità, compliance e difendibilità della decisione?

Come impostare una due diligence investigativa prima di un accordo: sostenibilità della decisione, compliance documentale, difendibilità e punti da valutare.

Prima di firmare una partnership, scegliere un fornitore strategico, avviare un’acquisizione o affidare un mandato rilevante, sostenibilità, compliance e difendibilità non sono etichette da applicare alla controparte. Sono tre prospettive utili per decidere quali informazioni servono, quali elementi restano poco leggibili e quale impegno è ragionevole valutare con i materiali disponibili.

In una due diligence investigativa pre-accordo, il lavoro consiste nel mettere in ordine documenti, dichiarazioni e informazioni pubbliche pertinenti, distinguendo ciò che è disponibile da ciò che richiede un chiarimento. Lo studio di commercialisti può offrire una prima verifica documentale su controparte e operazione e, in base al caso concreto, indicare quando valutare il coinvolgimento di un professionista abilitato per approfondimenti specifici.

In sintesi

  • La sostenibilità della decisione riguarda la proporzione tra impegno da assumere, informazioni disponibili e punti ancora da chiarire.
  • La compliance documentale richiede di rendere leggibili soggetti, documenti, versioni e passaggi dell’operazione considerati nella decisione.
  • La difendibilità riguarda la possibilità di ricostruire il ragionamento svolto, i limiti dei materiali e le alternative esaminate.
  • Una red flag è un elemento che merita verifica o contestualizzazione, non un’accusa sulla controparte.
  • Il caso concreto può richiedere di procedere con cautele, sospendere la decisione oppure rivedere i termini della trattativa.

Il caso tipo: una partnership con un impegno già definito, ma informazioni da ordinare

Si immagini un’impresa che stia negoziando una partnership pluriennale. La bozza prevede esclusiva commerciale, condivisione di informazioni operative e un anticipo. La controparte ha trasmesso una presentazione, alcuni documenti societari e indicazioni sui soggetti che seguiranno il progetto. Nel corso della trattativa, però, cambiano gli interlocutori e alcune descrizioni dell’assetto o delle responsabilità non coincidono pienamente tra loro.

Il punto non è attribuire alla controparte una qualità definitiva sulla base di materiali incompleti. La decisione da affrontare è più precisa: l’impresa dispone di elementi sufficienti per assumere proprio quell’impegno, oppure deve chiedere chiarimenti, graduare le condizioni o fermare temporaneamente la trattativa?

Il caso tipo aiuta a separare quattro piani: ciò che è dichiarato nella proposta; ciò che risulta dai documenti messi a disposizione; ciò che non è confrontabile senza ulteriori materiali; ciò che deve essere valutato separatamente da chi prende la decisione. Questa distinzione mantiene la verifica dentro un perimetro documentale e impedisce che un singolo dato venga trattato come conclusione sull’intera operazione.

Sostenibilità: misurare l’impegno rispetto al quadro disponibile

Nel contesto di una decisione pre-accordo, sostenibilità significa valutare se durata, valore, dipendenza operativa e responsabilità previste sono proporzionati al quadro informativo disponibile. Non è un giudizio generale sulla solidità della controparte né una previsione sul futuro della relazione.

Nel caso della partnership, l’impresa può considerare separatamente il valore dell’anticipo, l’ampiezza dell’esclusiva, la possibilità di sostituire il partner, i dati che verranno condivisi e le persone che saranno chiamate a operare. Per ciascun elemento, la domanda utile è: quale documento o chiarimento consente di capire chi assume quel ruolo, con quali responsabilità dichiarate e secondo quali passaggi dell’accordo?

Se un impegno rilevante poggia su una descrizione ancora generica, il decisore può valutare alternative pratiche: richiedere una versione aggiornata dei materiali, limitare inizialmente l’ampiezza dell’accordo, prevedere un passaggio documentale prima di una fase successiva oppure rinviare la firma. La scelta dipende dal caso concreto e dalle condizioni che le parti intendono discutere.

Per impostare meglio la raccolta dei materiali, Approfondisci: consulta la guida sugli errori documentali prima di un accordo.

Compliance: rendere controllabili documenti, ruoli e passaggi

In questa guida, compliance indica un’esigenza di ordine e coerenza nella decisione: sapere quali documenti sono stati considerati, a quale versione si riferiscono, chi è indicato come interlocutore e quali aspetti dell’operazione restano da valutare. Non equivale a una certificazione dell’operazione o della controparte.

Nel caso tipo, un controllo documentale può partire da tre confronti. Il primo riguarda i soggetti: i nominativi che negoziano, forniscono documenti o assumono impegni sono descritti in modo coerente nei materiali disponibili? Il secondo riguarda l’assetto: ruoli, partecipazioni e collegamenti presentati nella trattativa sono comprensibili oppure richiedono documenti aggiuntivi? Il terzo riguarda l’operazione: condizioni economiche, prestazioni, tempistiche e responsabilità sono espresse con sufficiente chiarezza nei materiali esaminati?

La risposta a una di queste domande può essere “da chiarire”. Non è una conclusione negativa: è un punto da registrare, da collegare alla decisione e da trattare con una richiesta mirata. Quando sono presenti documenti amministrativi, contabili, fiscali, esteri o doganali, possono essere esaminati soltanto in relazione alla coerenza documentale dell’operazione; eventuali valutazioni specialistiche vanno considerate separatamente nel caso concreto.

Difendibilità: documentare la scelta, non anticipare un giudizio

Una decisione è difendibile, in senso operativo, quando chi l’ha assunta può spiegare quali elementi ha preso in considerazione, quali limiti conosceva e perché ha scelto una determinata alternativa. Non significa anticipare valutazioni legali né dimostrare che ogni aspetto futuro sia stato previsto.

Nel caso tipo, una sintesi di lavoro può distinguere: documenti ricevuti e data della versione esaminata; informazioni da confermare; incoerenze o assenze da approfondire; impatto pratico di ciascun punto sulla firma, sull’anticipo, sull’esclusiva o sulla condivisione di informazioni. Questa struttura consente al decisore di collegare ogni scelta a un elemento concreto, evitando sia un assenso fondato su impressioni sia un blocco privo di motivazione operativa.

Le alternative meritano di essere spiegate separatamente. Procedere può essere valutato quando le condizioni dell’accordo e i materiali disponibili sono ritenuti adeguati dal decisore. Sospendere può essere valutato quando manca un elemento necessario per leggere l’impegno proposto. Rinegoziare può essere valutato quando le parti intendono modificare condizioni, sequenza dei passaggi o documenti richiesti. Nessuna di queste opzioni costituisce una risposta automatica: richiede una valutazione del caso concreto.

Per approfondire l’impostazione delle red flag senza trasformarle in conclusioni, leggi la guida agli errori di impostazione nelle operazioni rilevanti.

Schema operativo per il caso tipo

Il filo della verifica può seguire la decisione, anziché accumulare documenti senza priorità. Prima si identifica l’impegno che l’impresa sta valutando: firma, anticipo, esclusiva, accesso a informazioni o altra condizione rilevante. Poi si raccolgono i materiali che descrivono controparte e operazione: bozza di accordo, documenti già ricevuti, organigrammi, informazioni sui ruoli e ogni elemento che le parti ritengono pertinente.

Successivamente, per ogni punto essenziale, si annotano tre esiti possibili: il materiale disponibile è leggibile; serve un chiarimento o un documento ulteriore; il punto richiede una valutazione specialistica separata. L’ultima fase non è un via libera formale, ma una scelta esplicita tra procedere, sospendere o rivedere i termini, tenendo conto dei limiti rimasti.

È utile coinvolgere lo studio quando l’operazione ha già contorni concreti oppure quando emergono cambi di interlocutore, documenti non allineati o domande che la trattativa non riesce a risolvere. Per una prima lettura, possono essere indicati operazione, controparte, urgenza, bozza o punti principali dell’accordo e materiali già raccolti. Lo studio può aiutare a definire un perimetro documentale proporzionato e i passaggi da valutare.

Se devi prendere una decisione pre-accordo, richiedi una verifica preliminare indicando operazione, controparte, urgenza e documenti disponibili.

Domande e chiarimenti

Spunti utili sul tema

Alcune osservazioni frequenti aiutano a capire quando l'argomento merita una valutazione professionale.

DomandaClara Bernardo da Civitavecchia
Quando si leggono i materiali della controparte prima di firmare, quali elementi aiutano davvero a capire se la decisione sarà difendibile anche in seguito?
RispostaAndrea Dicanto
Conviene distinguere tra ciò che è dichiarato e ciò che è verificabile: coerenza dei documenti, completezza delle informazioni, rischi non chiariti e presupposti su cui si fonda l’accordo. Una decisione è più difendibile quando il percorso valutativo è tracciabile, le criticità sono state considerate e le scelte restano proporzionate alle evidenze disponibili. Se emergono zone d’ombra, è prudente approfondirle prima dell’impegno.

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