Quando richiedere una due diligence giudiziaria
La due diligence giudiziaria è utile quando un’acquisizione, una cessione, un investimento o un accordo rilevante richiede di ordinare le evidenze disponibili su contenziosi, procedure, garanzie e altre circostanze da chiarire. Non serve ad attribuire un esito a una pendenza: serve a collegare un fatto documentato alla decisione che la trattativa richiede.
È rivolta a imprenditori, soci, amministratori, investitori e CFO che devono acquistare, cedere, riorganizzare o sottoporre a verifica un’azienda, una partecipazione o un patrimonio. La domanda iniziale è concreta: quale impegno si sta per assumere e quali informazioni devono essere chiarite prima di assumerlo?
Quali elementi mettere in relazione
Lo studio di commercialisti organizza la lettura economico-contabile delle evidenze giudiziarie pertinenti all’operazione, mettendole in relazione con contratti, garanzie, documenti societari, esposizioni e dati contabili disponibili. Gli aspetti strettamente legali o processuali richiedono il coinvolgimento del professionista competente.
- Contenziosi e pendenze: per separare gli atti già disponibili dalle informazioni soltanto riferite o ancora da confermare.
- Procedure e comunicazioni: per capire a quale soggetto, rapporto, bene, credito o impegno dell’operazione possono riferirsi.
- Garanzie e obbligazioni: per ricostruire chi le ha assunte, quale contratto le richiama e quale materiale manca.
- Red flag: per trasformare un segnale in una richiesta circoscritta alla controparte, senza trarre conclusioni da informazioni parziali.
Checklist iniziale da compilare
Per ogni segnalazione emersa nella data room o nella trattativa, prepara una scheda con questi campi:
- decisione o passaggio negoziale imminente;
- soggetto coinvolto e suo collegamento con l’operazione;
- atto, comunicazione o riferimento disponibile;
- data, fase o altro elemento temporale riportato nel materiale;
- contratto, garanzia, credito, bene o rapporto collegato;
- impatto concreto da chiarire nella trattativa;
- documento mancante e soggetto a cui richiederlo.
Questa raccolta può aiutare a evitare richieste indistinte. Se, ad esempio, emerge un riferimento a una pendenza, la controparte può ricevere una domanda verificabile: indicare il soggetto interessato, trasmettere l’atto disponibile, chiarire il rapporto con il contratto in esame e segnalare gli eventuali documenti non disponibili.
Segnali, conseguenze e materiali utili
| Segnale osservabile | Domanda operativa | Materiale da acquisire | Conseguenza per la trattativa |
|---|
| Riferimento a una causa o a una contestazione | Quale soggetto e quale rapporto dell’operazione sono coinvolti? | Atto o comunicazione disponibile, dati identificativi del soggetto, contratti collegati e corrispondenza pertinente | Può consentire di formulare un chiarimento mirato prima di assumere impegni |
| Richiamo a una garanzia, a un obbligo o a un’esposizione | Da quale documento deriva e quale collegamento ha con l’operazione? | Contratto, testo della garanzia, documenti contabili disponibili e comunicazioni collegate | Aiuta a individuare i punti da discutere e le informazioni da integrare |
| Documenti frammentati o dati identificativi incompleti | Quale informazione manca per rendere verificabile il segnale? | Elenco dei soggetti, descrizione dell’operazione, indice della data room e lista puntuale delle fonti mancanti | Può aiutare a evitare che la verifica si riduca a segnalazioni non confrontabili |
Prima matrice di red flag o approfondimento esteso?
Una prima matrice di red flag è adatta quando occorre ordinare rapidamente ciò che è emerso, indicare i documenti mancanti e collegare ogni punto a una domanda della trattativa. L’output utile è un elenco strutturato di evidenze disponibili, chiarimenti richiesti e temi da non lasciare aperti.
Un approfondimento più esteso è opportuno quando la documentazione disponibile non basta a ricostruire il collegamento con l’operazione, quando occorre leggere atti o procedure sotto un profilo strettamente legale o processuale, oppure quando un punto può incidere su impegni, garanzie o condizioni da discutere. In questi casi lo studio coordina le informazioni economico-contabili con gli approfondimenti specialistici necessari.
Un caso tipo per impostare la verifica
Durante una trattativa emerge un riferimento generico a una pendenza. Prima di attribuirgli rilevanza, la scheda registra: chi è il soggetto interessato, quale atto o comunicazione è disponibile, quale contratto o garanzia potrebbe essere collegato, quale decisione è imminente e quale documento deve essere richiesto. La prima matrice restituisce quindi un fatto documentato, una domanda precisa e una fonte mancante; solo dopo può essere valutata la necessità di un approfondimento specialistico.
Approfondimenti sulla due diligence giudiziaria
Limiti della verifica
La verifica si fonda sui materiali accessibili e sulle domande definite per l’operazione. Non certifica l’assenza di rischi e non anticipa l’esito di controversie o procedure. Produce invece un quadro ordinato delle evidenze esaminate, dei chiarimenti da richiedere e dei passaggi che richiedono competenze specialistiche.
Se devi ordinare una data room o una segnalazione emersa in trattativa, richiedi una valutazione preliminare del rischio indicando decisione imminente, soggetti coinvolti e materiali già disponibili.